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Il Progetto nel 2015


Il progetto “In bici per la Vita” nasce dalla volontà di Jenny Narcisi per dimostrare che,  malgrado situazioni fisiche avverse, lo sport “guarisce” corpo e anima.

Jenny descrive così la sua esperienza: “A volte capita che le situazioni siano tragiche solo in apparenza. Ritrovarmi con una gamba diversa dal normale è una sorta di benedizione sotto le mentite spoglie di una disgrazia.

Ero solo una ragazzina quando in qualche angolo recondito della mia mente e del mio cuore avvertivo una sensazione di malessere al punto che talvolta mi assaliva il terrore pensando di trascorrere una vita nascosta al mondo. Ripensavo ai momenti di disperazione, quando nonostante facessi di tutto per non lasciarmi notare, i miei compagni di classe delle elementari rimanevano sbalorditi ad osservare dei piedi così diversi. Ripensavo a tutte le volte che andavo al mare e nascondevo i piedi sotto la sabbia oppure a quando, a malincuore, smisi di nuotare perché spaventata dalla possibilità di gareggiare ed essere osservata sui blocchi. Mi ricordavo di quando tornavo a casa avvilita perché le maestre mi chiedevano davanti a tutti se mi fosse successo qualcosa alle gambe. Questi ed eventi simili facevano ormai parte della mia vita.

Finché un giorno non salii su quella bicicletta.

“Fai lunghe passeggiate in bici”, questo era il consiglio del chirurgo, con la speranza di recuperare mobilità alla caviglia. Fu l’epilogo di un’avventura che oggi potrei chiamare “In bici per la vita”. In poco tempo qualcosa aveva fatto esplodere le emozioni chiuse dentro di me. Si stava risvegliando un’energia che non sapevo spiegarmi, una sfida verso me stessa, verso la Jenny che non si accettava.

Era un’energia che spingeva a sua volta la mia forza vitale, un vento nuovo, un punto di vista nuovo, questa essenza di cui avevo bisogno.

In men che non si dica mi ritrovai a seguire veri e propri programmi di allenamento, partecipare a gare mostrandomi liberamente agli altri, indirizzare i miei studi verso tutto ciò che avesse a che fare con l’attività motoria e lo sport. Non a caso, il mio lavoro di tesi della triennale predilesse lo studio della pedalata, in condizioni normali e in presenza di alterazioni. Anche quello fu un momento di svolta, fondamentale. Fu occasione di un’intuizione illuminante: elaborare un’idea per compensare, meccanicamente, la presenza di particolari alterazioni degli arti, sul mezzo.

Nei due successivi anni di studi specialistici altre cose sono cambiate: dalla scoperta di ulteriori turbe del mio apparato locomotore all’approccio, con successo, a nuovi gesti sportivi, un tempo per me impensabili.

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Spinta da una gran forza vitale e dalla voglia di credere finalmente in me stessa, ho approfondito gli aspetti biomeccanici del gesto sportivo, concentrandomi ad ottimizzare la posizione in bicicletta e gli angoli di lavoro articolare durante la corsa. Questo ha presupposto un lungo ed emozionante viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca dei primissimi elementi diagnostici risalenti agli anni “88 - “89, alla comprensione di esami obiettivi poco chiari, alla scoperta di patologie di cui, fino a poco tempo fa, poco ne sapevo. E’ stato come ritrovare i pezzi mancanti di un puzzle e completarlo, avere un quadro più chiaro della situazione e decidere, a 24 anni, cosa fare: lasciarla com’era o reagire e pretendere qualcosa in più da me stessa. La risposta la si ritrova nell’ultimo elaborato di tesi, simbolo di reazione agli accadimenti della vita. Da un’attenta analisi del piede sotto il profilo anatomico mi imbatto nello studio della volta plantare con le sue deformazioni in statica e in dinamica, quindi si fa un’analisi del ciclo del passo e della corsa. Approfondisco poi le più diffuse deformità congenite del piede per arrivare finalmente al caso in esame, il mio. Viene fatta un’approfondita anamnesi, dalla nascita ad oggi, prendendo in esame referti e fotografie. Si arriva così ad una diagnosi completa e a precise indicazioni al trattamento rieducativo.

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Comune di Rose

La fine di questo lavoro viene segnata da ciò che si rivela il vero successo del mio percorso di studi: individuo, con l’aiuto di un centro di biomeccanica sportiva, gli adattamenti biomeccanici più corretti da applicare al ciclismo. Nel frattempo trasferisco le mie nuove conoscenze al gesto della corsa a piedi, ricercando anche in questo caso le migliori soluzioni da adottare a fronte di importanti limiti funzionali. Naturalmente tutti gli adattamenti applicati sono stati validati con successo nella pratica.

Ad oggi, supportata dalle competenze e dall’aiuto morale di preziose persone che mi circondano, si susseguono continui perfezionamenti biomeccanici sostenuti da un impegnativo lavoro terapeutico sul mio corpo e da una fondamentale forza di volontà e sacrificio.

L’ingresso nel mondo del paraciclismo, avvenuto nel 2014, segna per me una nuova e importante sfida, un’occasione in cui poter portare alto il valore dello sport nella vita dell’essere umano.

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Comune di Corciano

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Con il Patrocinio dell'Università di Perugia Facoltà di Scienze Motorie e Sportive

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Programma

 

In Calendario gare - stagione agonistica 2015


11-12/Aprile 2015 - Massa Gara internazionale La Due Giorni del Mare

24-26/Aprile 2015 - VerolaCup Verolanuova ITA UCI C1


6 Aprile Imola Prima tappa Giro d’Italia Handbike

1-3/Maggio 2015 - Brescia Paracycling Cup Brescia ITA UCI C1

5-7/Giugno 2015 - World Cup – stage 1 Maniago ITA World Cup UCI

13-16/Giugno 2015 World Cup – Yverdon le Bain SUI World Cup UCI

27-28/Giugno 2015 Campionati Italiani Strada/Crono

4-5/Luglio 2015 - Campionati Italiani Strada/Crono

24-26/Luglio 2015 - World Cup – stage 3 Elzach GER World Cup UCI

28/Luglio 2015 e 2/Agosto 2015 -UCI Campionati del Mondo Nottwil SUI World Championships

22-23/Agosto 2015 - Piacenza Paracycling Piacenza ITA

29-30/Agosto 2015 - Imola Paracycling Imola ITA

di seguito altre tappe in calendario

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