La definizione “sport integrato” è utilizzata per le attività rivolte indifferentemente alle persone e non alle patologie, perché sia facilmente riconoscibile che l’integrazione è per tutti. In questo modo si tende ad una pratica sportiva da fare insieme per raggiungere l’obiettivo di creare un gruppo nel quale si possa sviluppare la cultura dell’integrazione e della solidarietà, l’accettazione e la valorizzazione della diversità. L’attività sportiva così interpretata risponde inoltre alle esigenze di crescita psicologica e fisiologica delle persone, rispettando e promuovendo la creatività ed il bisogno di socializzazione. Sono molte le iniziative che a livello nazionale - in forma non coordinata - si misurano su questo tipo di attività a livello sperimentale e innovativo, portando risultati concreti sia alle persone, disabili, non disa-bili o con difficoltà di tipo sociale. Per gli atleti disabili c’è l’opportunità di misurarsi tra atleti con caratte-ristiche diverse per capacità fisiche e/o intellettuali e di migliorare le proprie attitudini individuali con l’aiuto che solo lo sport sa offrire. Per gli atleti non disabili si acquisiscono competenze anche relazionali oltre che sportive e di confronto con un mondo non sempre conosciuto. I risultati che si ottengono in pa-lestra e nello sport svolto insieme sono a volte maggiori di singole terapie individuali, come dimostra l’esperienza concreta di molti allenatori e maestri sportivi.

tratto da CSEN

per Noi lo Sport Integrato

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Volando sulle onde della Vita - 2015

Il progetto “Volando sulle Onde della Vita” nasce da un idea di Monica Priore per promuovere l’importanza della pratica regolare dell’attività fisica per i benefici che arreca al nostro corpo e, vuol essere un progetto diretto per contrastare le forme di ignoranza legate al diabete.

Il nome nasce da una metafora, l’onda vista come una difficoltà della vita che può essere superata grazie alle  ali che ogni essere umano ha dentro di se.

Il progetto consisterà in un tour che attraverserà alcune regioni italiane, effettuerà in ogni regione una traversata in mare o lago di almeno 5 km.

Monica Priore è un atleta diabetica di tipo I (insulino dipendente), conosciuta dalle cronache nazionali per aver attraversato a nuoto lo Stretto di Messina risultando la prima diabetica in Europa ad aver percorso quel tratto di mare. Successivamente  ha percorso il tratto di mare nel Golfo di Napoli che separa Capri da Meta ben 21 km. Il tour si si effettuerà nei mesi di Luglio ed Agosto del 2015.

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In Bici per la Vita - 2015

Il progetto “In bici per la Vita” nasce dalla volontà di Jenny Narcisi per dimostrare che,  malgrado situazioni fisiche avverse, lo sport “guarisce” corpo e anima. Jenny descrive così la sua esperienza: “A volte capita che le situazioni siano tragiche solo in apparenza. Ritrovarmi con una gamba diversa dal normale è una sorta di benedizione sotto le mentite spoglie di una disgrazia. Ero solo una ragazzina quando in qualche angolo recondito della mia mente e del mio cuore avvertivo una sensazione di malessere al punto che talvolta mi assaliva il terrore pensando di trascorrere una vita nascosta al mondo. Ripensavo ai momenti di disperazione, quando nonostante facessi di tutto per non lasciarmi notare, i miei compagni di classe delle elementari rimanevano sbalorditi ad osservare dei piedi così diversi. Ripensavo a tutte le volte che andavo al mare e nascondevo i piedi sotto la sabbia oppure a quando, a malincuore, smisi di nuotare perché spaventata dalla possibilità di gareggiare ed essere osservata sui blocchi. Mi ricordavo di quando tornavo a casa avvilita perché le maestre mi chiedevano davanti a tutti se mi fosse successo qualcosa alle gambe. Questi ed eventi simili facevano ormai parte della mia vita.

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Lo Scalatore in Carrozzina

Luca Panichi nasce il 7 marzo 1969 a Magione, comincia ad andare in bicicletta grazie alla passione del padre  e dello zio, ed è subito diventato un promettente ciclista dilettante, militando in varie scuole di ciclismo del centro Italia e partecipando a numerose gare nazionali ed internazionali.

Nel miglior momento della sua carriera, in un tragico Giro dell'Umbria nel lontano 18 luglio 1994, Luca è lanciato nella sua corsa, ma sulla sua strada incontra una macchina…l'impatto è inevitabile…le gambe non si sentono più…la carriera finisce.

Dopo vari anni passati in giro per l'Europa per una lunga fase riabilitativa, aiutato dalla famiglia e dalla comunità del suo paese che non l'ha mai lasciato solo, Luca riesce a riappropriarsi della propria vita, anche se costretto in una sedia a rotelle per la lesione midollare conseguita con l’incidente. Luca non si è perso d'animo ed ha ricominciato ad allenarsi, perchè le ruote ce le ha sempre avute nel DNA e, che importa se adesso sono quattro e non più due…!!!

il progetto negli anni

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